Pugile a riposo

Pugile a riposo

Autore ignoto
Pugile a riposo
IV – I sec. a.C.
Scultura in bronzo
Roma, Museo di Palazzo Massimo alle Terme

Questa volta resto a Roma e faccio un esperimento: propongo una scultura. Sono personalmente convinta che un quadro possa essere apprezzato anche attraverso una buona riproduzione digitale ad alta definizione (nonostante sia innegabile che vedere un dipinto dal vivo è completamente un’altra cosa, non voglio convincere nessuno del contrario!); ma una scultura a tutto tondo prevede (o dà questa possibilità) tanti punti di vista diversi, perché se andiamo a vederla dal vero possiamo girarle attorno – allestimento permettendo!

pugilatore retro

Ho scelto una scultura che ho avuto modo di vedere di persona da pochissimo tempo e che mi ha lasciata senza fiato, per il suo realismo, per la sua unicità e per l’insieme di sensazioni che trasmette. Si tratta del “Pugile a riposo” conservato a Palazzo Massimo alle Terme, una delle sedi del Museo Nazionale Romano.
Il primo motivo per cui si tratta di un pezzo prezioso – nel vero e proprio senso della parola – è che si tratta di una scultura in bronzo. Credo che nella maggior parte dei casi, quando si pensa alla scultura antica, si immaginino statue di marmo; questo perché i manufatti antichi in bronzo sono andati per lo più perduti, dal momento che questa costosa lega metallica (di solito rame e stagno) era utile per fare tantissime cose e quindi veniva rifusa senza troppi ripensamenti.
Il Pugile è stato creato in più parti (che sono poi state saldate tra loro) con la tecnica della cera persa: essa consiste nel creare un modello di cera, che viene racchiuso in un involucro di creta con due fori; la cera viene poi fusa e al suo posto viene fatto colare il bronzo. In alcuni casi il modello è in creta e viene ricoperto da uno strato di cera, così da ottenere una statua più leggera. Si parla in questo secondo caso di ”metodo indiretto”, che è appunto quello che fu utilizzato per il Pugile.

Scheda sulla tecnica della cera persa dal blog martazz.wordpress.com
Scheda sulla tecnica della cera persa dal blog martazz.wordpress.com

Il Pugile, insieme al cosiddetto Principe Ellenistico, fu ritrovato nel 1885 durante degli scavi alle pendici del Quirinale, quindi doveva essere stato collocato presso le Terme di Costantino che si trovavano su quel colle. Questi i dati certi. La sua datazione, invece, è molto dibattuta e oscilla tra il IV e il I secolo a.C. C’è addirittura chi pensa che possa trattarsi di un’opera di Lisippo, uno dei più celebri scultori dell’antica Grecia, che operò nella seconda metà del IV secolo a.C. e che fu addirittura al servizio di Alessandro Magno. In ogni caso gli studiosi sono concordi nel ritenere la statua un manufatto di origine greca, trasportato a Roma solo in un secondo momento.

Principe Ellenistico
Principe Ellenistico – 180-160 a.C.

La scultura rappresenta un pugile seduto al termine di un incontro, come dimostra la bocca socchiusa, che suggerisce un respiro ancora affannoso. Nella boxe antica ci si batteva completamente nudi, fatta eccezione per una sorta di “sospensorio” e per i guantoni di cuoio, corredati da cinghie con inserti metallici e decorati da rifiniture in pellicciotto.

pugilatore dett2

Le regole prevedevano che l’unico bersaglio ammesso fosse la testa ed è per questo motivo che le ferite si trovano tutte su questa parte del corpo: il pugile mostra tagli sulla fronte, sulle orecchie gonfie e sulle guance e il suo naso porta ancora il segno di una frattura passata. Si tratta di un uomo maturo, che esibisce la propria dignità attraverso la cura della barba e della capigliatura.

pugilatore dett3

L’aspetto più coinvolgente è la torsione del collo, che porta il suo sguardo, stanco e serio, verso un punto preciso. Questo movimento, l’intensità degli occhi (che si riesce a intuire nonostante oggi siano andati persi) e la bocca socchiusa fanno sembrare il Pugile vivo, come se fosse sul punto di dire o fare qualcosa.

pugilatore dett1

Si tratta di un vero capolavoro anche per quanto riguarda la resa dei numerosi dettagli. Le unghie, la barba e i capelli sono stati rifiniti a freddo, cioè una volta terminato il processo della fusione. Le labbra, i capezzoli e i dettagli metallici dei guantoni erano stati realizzati con inserti di rame, così come le ferite e le gocce di sangue, colate dal volto fino al braccio e alla gamba destri. Infine, sotto l’occhio destro, il volto del Pugile è gonfiato da un ematoma, ottenuto con una lega di bronzo più scura.

Esercizio
Quando guardo il Pugile non posso fare a meno di chiedermi cosa stesse per dire…
Prova a scrivere la sua storia.

Anche questa volta è a disposizione la scheda didattica per i bambini di tutte le età!

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2 commenti

  1. Anche io sono rimasta colpita dal realismo e dall’espressività di questa scultura . Dall’ attenzione ai dettagli e sicuramente da un messaggio celato da quella bocca semiaperta.

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