Composizione VIII – Vasilij Kandinskij

Composizione VIII

Vasilij Kandinskij
Composizione VIII
1923
Olio su tela
New York, Guggenheim Museum

E’ bello viaggiare tra i generi, nel tempo e nello spazio. Dopo aver visto due quadri del XV secolo, uno italiano e l’altro fiammingo, restiamo in Europa, ma ci trasferiamo nel XX secolo, per incontrare un artista che rientra nella grande categoria delle Avanguardie di inizio ‘900. Stiamo parlando di Vasilij Kandinskij, nato a Mosca nel 1866 e morto a Neuilly-sur-Seine nel 1944. Kandinskij era quindi di origine russa, ma quando decise di dedicarsi alla pittura (dopo aver compiuto studi giuridici ed economici nel suo paese natale) si trasferì a Monaco e, a parte una breve parentesi di qualche anno in Russia nel periodo della Rivoluzione, la sua esperienza artistica fu tutta europea e si svolse soprattutto tra la Germania e la Francia.

Il quadro di oggi si intitola “Composizione VIII” e risale al 1923. Questo dipinto rappresenta una fase nuova del percorso artistico di Kandinskij, che è frutto di una ricerca iniziata in Russia tra il 1917 e il 1922, quando subì l’influenza dei Costruttivisti (per esempio di Kazimir Malevic), e della nuova esperienza di docenza intrapresa presso il Bauhaus a partire dal 1923.

Suprematist painting
Kazimir Malevic – Dipinto suprematista (con trapezio nero e quadrato rosso) – 1915

La pittura di questo artista, sin dagli esordi, apre decisamente la strada dell’Astrattismo. Nei primi anni del Novecento, Kandinskij, ispirato dal Postimpressionismo e dall’Espressionismo, approfondisce una ricerca sul colore libero: non riproduce la realtà così come la vede, la sua pittura diventa “non figurativa”. Questo significa che l’artista non rappresenta la realtà che lo circonda, ma cerca di rappresentare attraverso forme e colori i propri sentimenti, ciò che sente dentro di sé. In una prima fase, Kandinskij si ispira a studi dal vero per giungere però a delle astrazioni, attraverso la distorsione delle forme e l’intensificazione dei colori. L’artista, in questo modo, esprime un “paesaggio interiore” e la duplice esperienza vissuta dagli artisti: le impressioni ricevute dall’esterno indissolubilmente legate a quelle che scaturiscono nel suo “mondo interiore”.
Nel 1909, il pittore pubblica il saggio “Lo spirituale nell’arte”, e a poco a poco si distacca dagli studi dalla realtà, per giungere a una totale astrazione, giocata sull’armonia tra forme e colori.

impressione V
Vasilij Kandinskij – Impressione V (Parco) – 1911

Uno degli aspetti più affascinanti nell’opera di Kandinskij, inoltre, è l’idea che possa esistere una corrispondenza tra suono e colore in termini di armonia. Sicuramente è proprio la conoscenza della musica, tra le altre cose, a portare Kandinskij alla convinzione che la bellezza del cosmo e l’essenza del mondo si esprimano nel modo migliore attraverso i numeri, che sono alla base anche dell’architettura, così come il pittore ha modo di imparare da vicino a Weimar, quando entra a far parte della scuola del Bauhaus di Walter Gropius. E’ in quel periodo, come accennavamo prima, che si colloca la svolta rappresentata da “Composizione VIII”: Kandinskij progetta di elaborare una vera e propria “grammatica della pittura”, che abbia presupposti scientifici e razionali, basati sul rapporto tra forma, spazio e colore. Il risultato di questa ricerca sarà la pubblicazione, nel 1926, del trattato “Punto e linea sul piano”. Questo non significa che l’artista si sia dimenticato della dimensione spirituale di due decenni prima! Semplicemente trova un modo più efficace per esprimerla, attraverso un maggior rigore nella composizione e il ricorso alla geometrizzazione della pittura, che rendono il suo astrattismo più razionale, ma non per questo meno spirituale.

In “Composizione VIII” ogni accostamento di colore è attentamente studiato, così come la disposizione delle figure sul piano, il cui scorrere da sinistra verso destra lungo una linea diagonale, è alternativamente trascinato o interrotto da linee morbide e sinuose o da linee spezzate. Ogni forma ha un significato: il triangolo è una forma maschile e spirituale, così come tramandato dall’antichità, l’arco è un simbolo di congiungimento e di continuità; le linee spezzate, al contrario, creano pause e discontinuità.

La forma preferita di Kandinskij, però, è il cerchio: “è un legame cosmico, ma io lo adoro come forma – è la forma più modesta, ma si afferma con prepotenza, è precisa ma variabile, è stabile e instabile allo stesso tempo, è silenziosa e sonora al tempo stesso, è una tensione che porta in sé infinite tensioni (…)”. In molte opere successive a “Composizione VIII”, l’artista si concentrerà su composizioni di cerchi, sintesi tra le più grandi opposizioni e quindi migliore espressione dell’equilibrio.

alcuni cerchi
Vasilij Kandinskij – Alcuni cerchi – 1926

 Esercizio
Lasciati ispirare dalla musica. 
E’ sufficiente una penna, oppure una matita.
Se sei intraprendente puoi anche servirti di matite colorate o pennarelli.
Ascolta della musica e rappresentala attraverso linee e forme geometriche, così come ti viene.

Anche per questo quadro, cliccate qui e troverete la scheda didattica stampabile!

Annunci

2 comments

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...