Lotta tra Carnevale e Quaresima – Pieter Bruegel il Vecchio

Pieter Bruegel il Vecchio
Lotta tra Carnevale e Quaresima
1559 ca.
Vienna, Kunsthistorisches Museum

Per festeggiare il Martedì Grasso, ho scelto di mostrarvi un dipinto di Pieter Bruegel il Vecchio molto adatto all’occasione: “Lotta tra Carnevale e Quaresima”. Come suggerisce il titolo, è perfetto per questo giorno, l’ultimo per i festeggiamenti carnevaleschi, prima del Mercoledì delle Ceneri. Questo quadro rientra nella categoria delle “scene di genere”, cioè di quei quadri che rappresentano scene di vita quotidiana, con un gusto squisitamente narrativo, a cui Bruegel aggiunge anche un evidente tono moraleggiante.

Bruegel visse tra il 1526 circa e il 1569. Nacque ad Anversa e la sua formazione si svolse a Bruxelles. Sicuramente compì un viaggio nella penisola italiana, ma la sua pittura non ne subì l’influenza. Negli ultimi vent’anni della sua attività si dedicò soprattutto a dipingere scene di genere, riccamente popolate di personaggi popolari tratti dal mondo contadino e ritratti con molto realismo, ma allo stesso tempo con un tono ironico e moraleggiante.

Pieter Bruegel il Vecchio – Banchetto nuziale – 1565/66

Di solito il primo aspetto che colpisce nei dipinti di questo pittore è proprio la ricchezza di dettagli e l’altissimo numero di personaggi che popolano la scena. La prima cosa da fare, quindi, per leggere questo quadro, è cercare i suoi protagonisti, cioè il Carnevale e la Quaresima. Si tratta dei due personaggi in primo piano, che costituiscono le personificazioni di questi due momenti dell’anno, che si fronteggiano come in battaglia.

Il Carnevale è un uomo grasso seduto a cavalcioni di un barile (in cui è stata conficcata una coscia di maiale) e viene spinto da un uomo travestito di giallo, colore che simboleggia l’inganno. Tiene in testa una torta di carne e nella mano destra uno spiedo con diversi pezzi di maiale. Si tratta probabilmente di un macellaio, come lascia intuire la borsa di coltelli che porta legato alla cintura; era infatti la corporazione dei macellai a fornire la carne per i festeggiamenti carnevaleschi.
La Quaresima, invece, è una donna magrissima, vestita come una religiosa, che regge una paletta con due misere aringhe. E’ seduta su un carretto trainato da un frate e da una monaca ed è circondata dalle pietanze tipiche del periodo quaresimale: ciambelle salate, cialde e cozze, ma anche il pesce che viene pulito dalle donne dietro di lei; tutti questi elementi si contrappongono all’abbondanza di birra, pane e carne che circonda il Carnevale.

Anche se non esiste un vero e proprio filo narrativo, l’intera composizione può essere divisa in due parti, dal momento che alle spalle di Carnevale e Quaresima si sviluppano due scenari molto differenti, che rispecchiano lo spirito dei due periodi dell’anno. A sinistra lo sfondo è costituito da un’osteria, affollata e confusionaria, dove evidentemente la birra scorre a fiumi, tanto che qualcuno si addormenta sulle botti e qualcun altro vomita direttamente fuori dalla finestra, esemplificando la dissolutezza del Carnevale. Il tema dell’inganno, che avevamo già visto rappresentato dall’uomo che spinge il barile, è ripreso dalla figura alle sue spalle, che porta sul capo un vassoio colmo di pane e tiene in mano un vaso e una candela accesa. Intorno passano personaggi travestiti e processioni di commedianti, mentre alcuni uomini si intrattengono giocando a dadi.

Sul lato destro, invece, sorge una chiesa, da cui esce un gruppo di persone abbigliate con vesti scure, che compiono gesti di carità nei confronti degli storpi e dei mendicanti. Anche nella parte più lontana si fronteggiano un giocoso girotondo e una processione religiosa. All’interno della chiesa, infine, si scorge una statua coperta da un velo: questa era un’usanza tipica dei cattolici durante la Quaresima. Bisogna tenere presente che questo quadro è stato dipinto durante il periodo della Riforma Luterana, che aveva abolito la Quaresima, ma che aveva mantenuto il Carnevale. L’opera potrebbe anche essere letta come rappresentazione della lotta tra le due confessioni religiose, ma Bruegel non prende posizione nella contesa e per questo assume una visuale “a volo d’uccello”, proprio per mantenere le dovute distanze.

L’unico elemento che possiamo interpretare come una presa di posizione dell’artista contro questa rivalità è la coppia al centro, che ci volta le spalle, e che potrebbe essere simbolo della massa anonima dell’umanità. La figura maschile ha un evidente rigonfiamento sulla schiena, che rappresenterebbe il carico di colpe e debolezze dell’uomo, causa delle intolleranze e quindi delle violenze. La donna, invece, porta legata alla cintura una lanterna spenta, che si contrappone alla torcia retta dalla figura che la guida: spento il lume della ragione, entrambi seguono quello della follia.

Esercizio
Oltre a essere una scena di genere, questo dipinto può essere interpretato anche come un’allegoria.

Inventa anche tu un’allegoria della tua festa preferita, metti in gioco tutti i sensi, pensando a colori, odori e suoni.
Descrivila attraverso un disegno, un collage o un testo scritto.

Per osservare e scoprire questo quadro insieme ai bambini, basta cliccare qui e scaricare la scheda didattica!

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